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La FIGMMA su delega di  FIJLKAM e FIWUK, Federazioni del CONI, gestisce gli sport

GRAPPLING, BRAZILIAN JIU JITSU e MMA

LA PAZIENZA E’ FINITA – IL PRESIDENTE FEDERALE RISPONDE ALLE FALSE ACCUSE E ALLE BUGIE DEL PRESIDENTE DELLA UIJJ

  • PREMESSA.
  • DIVIETO DI ISCRIZIONE AL REGISTRO CONI PER LA FIGMMA E LA UIJJ.
  • USO DEL TERMINE “FEDERAZIONE”.
  • OBBLIGO PER LA UIJJ DI REINVESTIRE I GUADAGNI NELLO SPORT.
  • RICONOSCIMENTO DEL BRAZILIAN JIU-JITSU DA PARTE DEL CONI.
  • RAPPORTI TRA LA UIJJ E LA IBJJF.
  • NAZIONALE ITALIANA DI BRAZILIAN JIU-JITSU.
  • RAPPORTI CON BACCI.
  • PROCESSO A BACCI INNANZI AL TRIBUNALE NAZIONALE ANTIDOPING.
  • PROPOSTA DI UN CONFRONTO PUBBLICO CON BACCI.
  • CONCLUSIONE.

******

PREMESSA

26 novembre 2020 - Nei comunicati della UIJJ del 28 ottobre e del 14 novembre 2020, il Presidente della UIJJ Dario Bacci ha fatto accuse false e molto gravi che tutti sanno bene essere indirizzate al sottoscritto e alla FIGMMA (anche Grappling-Italia, il più importante sito internet italiano di Grappling/BJJ, ha pubblicato il comunicato di Bacci del 28 ottobre con il titolo: “UIJJ risponde a FIGMMA”). La riferibilità delle accuse al sottoscritto e alla FIGMMA può infatti desumersi da circostanze fattuali quali i noti rapporti conflittuali tra la FIGMMA e la UIJJ, Federazioni concorrenti nella gestione del Brazilian jiu-jitsu, e l’utilizzo di espressioni, qualità e qualifiche di notoria conoscenza ed inequivocabilmente attribuibili al sottoscritto e alla FIGMMA.

Nel comunicato del 28 ottobre Bacci mi ha accusato: di proporre escamotage fantasiosi per aggirare un Decreto governativo (in pratica Bacci ha accusato anche la FIJLKAM e tutte le Federazioni del CONI, che consentono gli allenamenti con contatto, di aggirare il Decreto del Governo), di diffondere messaggi che vogliono confondere promuovendo una falsa organizzazione, di abusare del nome di Federazione pur non essendo la FIGMMA una Federazione del CONI, di alimentare confusione tentando di trarre vantaggio da una situazione delicata per tutto lo sport con evidenti menzogne, di far credere in maniera truffaldina alle società sportive che l’affiliazione alla FIGMMA sia una condizione necessaria per poter proseguire gli allenamenti.

Nel comunicato del 14 novembre Bacci mi ha addirittura accusato di essere stato incurante dell’emergenza sanitaria (accusa veramente indelicata visto che Bacci sa che ad ottobre ho avuto il Covid-19).

Tutte le suddette accuse di Bacci sono ovviamente FALSE. E dispiace che anche alcuni Campioni di Brazilian jiu-jitsu si siano fatti ingannare dalle parole di Bacci.

Perché la verità è la seguente, ed è molto più semplice di quello che ha affermato Bacci.

LA FIGMMA È OBBLIGATA A SEGUIRE LE DIRETTIVE DELLA FIJLKAM MENTRE LA UIJJ È OBBLIGATA A SEGUIRE LE DIRETTIVE DELL’ACSI.

Ebbene, la FIJLKAM ha sempre dichiarato che in base ai vari DPCM sono consentiti gli allenamenti con contatto tra gli atleti in preparazione alle gare (come tra l’altro hanno dichiarato altre Federazioni riconosciute dal CONI come FIKBMS e FPI-pugilato, il Ministero dell’Interno e il Dipartimento per lo Sport del Governo). L’ACSI, invece, a differenza degli altri Enti, ha vietato gli allenamenti con contatto tra gli atleti nonostante siano consentiti dai vari DPCM.

Di conseguenza, la FIGMMA si è adeguata alle direttive della FIJLKAM ed ha comunicato che gli atleti tesserati possono continuare ad allenarsi mentre Bacci si è adeguato alle direttive dell’ACSI e il 19 e il 28 ottobre ha comunicato che non era consentito praticare il BJJ con contatto tra gli atleti. Poi, il 14 novembre, a seguito della pubblicazione del calendario gare ACSI, Bacci ha dichiarato il contrario di quello che aveva detto fino ad allora ed ha comunicato che gli atleti di BJJ tesserati all’UIJJ/ACSI possono allenarsi con contatto anche se l’ACSI non ha ufficialmente cambiato orientamento sulla questione (sul sito dell’ACSI infatti si legge ancora che sono vietati gli allenamenti con contatto tra gli atleti).

Con i suoi comunicati Bacci si è quindi palesemente contraddetto.

Prima (il 19 e il 28 ottobre) Bacci ha affermato che in base al DPCM nessuno poteva allenarsi con contatto ed ha accusato la FIGMMA di aggirare il Decreto del Governo con escamotage fantasiosi per permettere agli atleti di allenarsi con contatto.

Dopo (il 14 novembre) Bacci ha cambiato versione ed ha ammesso che in base al DPCM gli atleti possono allenarsi con contatto.

Prima (il 28 ottobre) per Bacci era più importante la tutela della salute rispetto al diritto ad allenarsi ed accusava la FIGMMA di essere incurante dell’emergenza sanitaria.

Dopo (il 14 novembre), anche se la situazione epidemiologica era notevolmente peggiorata, per Bacci è diventato più importante il diritto ad allenarsi rispetto alla tutela della salute.

Di fronte a queste evidenti contraddizioni Bacci, se fosse onesto, dovrebbe ammettere che prima diceva falsità e che le accuse contro la FIGMMA erano false (in caso contrario dovrebbe confermare le sue dichiarazioni precedenti e ammettere che adesso anche lui sta usando escamotage fantasiosi per aggirare il Decreto governativo ed è incurante dell’emergenza sanitaria).

In entrambi i casi Bacci dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa per le falsità comunicate ai suoi tesserati e per le accuse infamanti rivolte alla FIGMMA, alla FIJLKAM e alle altre Federazioni del CONI che permettevano gli allenamenti con contatto, ma non lo farà mai perché lui preferisce continuare a prendere in giro i praticanti con giri di parole pur di non ammettere che ha scritto delle falsità.

Inoltre, invece di accusare la FIGMMA che non ha nessuna colpa, Bacci avrebbe dovuto prendersela con l’ACSI, che ha vietato la pratica degli sport con contatto e ancora oggi non ha ufficialmente abrogato questo divieto, e con il Governo, che nelle zone rosse consente solo le competizioni delle Federazioni (come il Campionato Italiano di Grappling della FIGMMA/FIJLKAM) e non quelle degli Enti di promozione sportiva (come le gare UIJJ/ACSI).

Tutti questi attacchi isterici, infondati e così aggressivi contro la FIGMMA e tutte queste bugie e contraddizioni denotano che Bacci è in crisi. Già nell’intervista rilasciata a Manuel Sances, Dario Bacci aveva fatto dichiarazioni senza fondamento sullo sport del Brazilian jiu-jitsu che alimentano la disinformazione nella comunità dei praticanti ed erano false e denigratorie nei confronti della FIGMMA e del sottoscritto.

Ma dopo gli attacchi di Bacci del 28 ottobre e del 14 novembre, la pazienza è finita.

Sono anni che Bacci porta avanti una campagna di propaganda e di disinformazione per screditare la FIGMMA, basata su menzogne e accuse infamanti, che non è più possibile tollerare. Perché le opinioni basate su fatti falsi non sono opinioni, sono fango, inquinamento del dibattito, manipolazione della verità. E l’intossicazione del dibattito con false notizie fa male allo sport.

Non era assolutamente mia intenzione arrivare ad avere rapporti così tesi con Bacci. Ma la situazione attuale è soltanto il risultato di anni di politica contro la FIGMMA e contro il Grappling perpetrata da parte dei due capi della UIJJ.

Quindi ora, al fine di tutelare la mia reputazione e l’immagine della Federazione che rappresento e di informare correttamente la comunità dei praticanti di BJJ, spiegherò dettagliatamente, EVIDENZIANDO TUTTE LE MENZOGNE DETTE DA BACCI, alcune vicende che tutta la comunità del Brazilian jiu-jitsu italiano deve conoscere per avere consapevolezza e possibilità di discernimento. Invito tutti i praticanti di Brazilian jiu-jitsu in Italia a leggere attentamente questo articolo perché più si approfondisce, meno c’è la possibilità di essere manipolati.

 

DIVIETO DI ISCRIZIONE AL REGISTRO CONI PER LA FIGMMA E LA UIJJ

Nei comunicati del 28 ottobre e del 14 novembre, Bacci ha accusato la FIGMMA di non essere iscritta al Registro CONI delle Società Sportive.

Davanti a questa accusa paradossale di Bacci sono rimasto allibito perché il CONI vieta l’iscrizione a questo Registro alle Associazioni di secondo livello che sono quelle che svolgono attività di affiliazione/aggregazione o che organizzano attività sportiva, didattica e/o eventi formativi (si veda l’art. 3, comma 1, lettera c, del Regolamento di funzionamento del Registro Nazionale delle Associazioni e Società sportive dilettantistiche: https://www.coni.it/images/registro/2017_07_18_-_CN_-_DEL._N_1574_-_APPROVAZIONE_REGOLAMENTO_REGISTRO.pdf ).

La FIGMMA e la UIJJ, svolgendo attività di affiliazione/aggregazione e organizzando attività sportiva e formativa, sono quindi a tutti gli effetti Associazioni di secondo livello e non possono essere iscritte al Registro CONI.

Per questo motivo la FIGMMA non è iscritta e non ha mai chiesto di essere iscritta al Registro CONI. Invece la UIJJ, anche non avendone i requisiti, risulta iscritta al Registro CONI.

Ma, dal momento che la UIJJ è presente sul Registro CONI, non potrebbe affiliare/aggregare Società sportive, formare e riconoscere Insegnanti Tecnici e Arbitri e incassare le quote relative a queste attività.

Visto che spudoratamente Bacci, che non rispetta le regole, si permette pure di accusare la FIGMMA, che invece rispetta le regole, ho chiesto all’ufficio competente del CONI di verificare la legittimità dell’iscrizione della UIJJ al Registro CONI delle Società Sportive (per chi volesse approfondire la questione, segnalo i provvedimenti presi dal CONI in casi analoghi a quello della UIJJ: LINK PROVVEDIMENTO 34 - FED TEQBALL - LINK PROVVEDIMENTO 27- FENAM).

Dopo la mia richiesta al CONI, improvvisamente sul sito internet della UIJJ sono state apportate molte modifiche. Ad esempio, prima c’era scritto: “Benvenuti sul sito ufficiale dell’UNIONE ITALIANA JIU JITSU, la prima ed unica ORGANIZZAZIONE italiana volta unicamente alla divulgazione del jiu jitsu brasiliano”. SCREENSHOT. Ora invece c’è scritto: “Benvenuti sul sito ufficiale del CIRCUITO UNIONE ITALIANA JIU JITSU, creato gestito e sostenuto da ACSI. Il CIRCUITO UNIONE ITALIANA JIU JITSU È L'INSIEME DELLE COMPETIZIONI di Jiu Jitsu Brasiliano organizzate dal Settore Brazilian Jiu Jitsu dell'ACSI”. SCREENSHOT. Sono inoltre scomparsi tutti i riferimenti alla parola AFFILIAZIONE e mentre prima si indicava in più parti che le Accademie si affiliavano alla Unione Italiana Jiu Jitsu, improvvisamente la UIJJ diventa un semplice Circuito di Gare e tutte le affiliazioni sono invece verso il Settore BJJ ACSI.

 

USO DEL TERMINE “FEDERAZIONE”

Bacci ha affermato che “La FIGMMA non è una Federazione ma Longo fa credere che lo sia” e che la FIGMMA “abusa del nome di Federazione pur non essendo una Federazione del CONI”.

Io non ho mai dichiarato che la FIGMMA è una Federazione riconosciuta dal CONI e ho già spiegato in passato, in un articolo pubblicato sul sito federale, che la Federazione è un tipo di associazione che raggruppa (federa) a livello nazionale più associazioni. Quindi sia la FIGMMA che la UIJJ, anche se non riconosciute dal CONI, sono a tutti gli effetti Federazioni, perché sono associazioni nazionali che federano ossia associano non solo persone fisiche (i tesserati) ma anche associazioni (le società sportive).

Nel mondo sportivo ci sono tantissime Federazioni non riconosciute dal CONI. La FIJLKAM, ad esempio, oltre che con la FIGMMA, ha stipulato accordi anche con altre Federazioni non riconosciute dal CONI: la Federazione Italiana Pancrazio Athlima e la Federazione Italiana Karate Tradizionale.

Non esiste una norma che vieta ad una Federazione non riconosciuta dal CONI di chiamarsi “Federazione” come vorrebbe far credere Bacci.

Anzi, al contrario, lo stesso CONI prevede che le organizzazioni sportive già prima di chiedere il riconoscimento al CONI devono essere strutturate come Federazioni (l’art. 2 del Regolamento DSA del CONI stabilisce infatti che le organizzazioni sportive che chiedono il riconoscimento al CONI devono avere una “base federativa”). Questo dimostra che possono esistere Federazioni non riconosciute dal CONI.

Inoltre, l’utilizzo della parola “Federazione” mi fu consigliato, alla presenza dell’attuale Presidente della FIJLKAM Domenico Falcone, dall’allora Presidente della FIJLKAM Matteo Pellicone quando, nel 2009, mi chiese di fondare una Federazione esterna alla FIJLKAM per gestire lo sport del Grappling.

Visto che Bacci, anche dopo i miei chiarimenti pubblici, continua a ripetere come un pappagallo che la FIGMMA non ha il diritto di chiamarsi Federazione, sono costretto a pensare che è in malafede, ossia è consapevole della falsità di quello che afferma ma lo dice al solo fine di screditare la FIGMMA.

 

OBBLIGO PER LA UIJJ DI REINVESTIRE I GUADAGNI NELLO SPORT

La UIJJ è una organizzazione sportiva alla quale la normativa statale concede molti benefici a condizione che non abbia scopo di lucro ossia che chi la gestisce non si appropri degli utili conseguiti ma li reinvesta nello sport.

Inoltre, la UIJJ non è una comune ASD, come una qualsiasi palestra locale che offre corsi di varie discipline sportive, ma è una organizzazione che vorrebbe gestire in ambito nazionale uno sport popolare come il Brazilian jiu-jitsu. Per questo motivo, a differenza di una comune ASD, LA UIJJ, NEL CASO IN CUI NON REINVESTISSE NELLO SPORT I SUOI GUADAGNI, ANDREBBE A DANNEGGIARE LO SVILUPPO DELLO STESSO BRAZILIAN JIU-JITSU IN ITALIA.

Per questi motivi, durante la mia intervista con Manuel Sances, ho posto pubblicamente la seguente domanda al Presidente della UIJJ Dario Bacci: VISTO CHE LA UIJJ HA L’OBBLIGO DI REINVESTIRE I PROPRI UTILI NELLO SPORT DEL BRAZILIAN JIU-JITSU, DOVE VANNO A FINIRE GLI INGENTI INCASSI DELLA UIJJ? VENGONO REINVESTITI NELLO SPORT DEL BRAZILIAN JIU-JITSU?

Le risposte a queste mie domande dovrebbero interessare a tutte le persone che hanno a cuore lo sviluppo dello sport del BJJ in Italia e BACCI AVREBBE IL DOVERE DI RISPONDERE SPIEGANDO E DIMOSTRANDO ALLA COMUNITÀ DEI PRATICANTI DI BJJ IN ITALIA DOVE VANNO A FINIRE LE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO CHE INCASSA LA UIJJ E CHE BACCI AVREBBE IL DOVERE DI REINVESTIRE NELLO SPORT DEL BJJ.

La FIGMMA ha sempre reinvestito nello sport i suoi guadagni spesando completamente gli atleti delle squadre Nazionali di Grappling e di MMA che partecipano ai Campionati Mondiali ed Europei della UWW e dell’IMMAF e da ora in poi speserà anche la Nazionale Italiana di Brazilian jiu-jitsu che parteciperà ai Campionati Mondiali SJJIF in California. Inoltre, la FIGMMA, al fine di permettere a chiunque di praticare le tre discipline federali, ha sempre cercato di tenere più bassi possibili i costi delle iscrizioni alle gare e degli altri servizi che offre (corsi per Ufficiali di gara, corsi per Insegnanti Tecnici, ecc…) e non ha mai chiesto nessun tipo di contributo economico alle Società Sportive affiliate che organizzano gare. Compito di una Federazione seria e responsabile è infatti anche quello di promuovere lo sport con costi contenuti per dare la possibilità a tutti di praticarlo.

 

RICONOSCIMENTO DEL BRAZILIAN JIU-JITSU DA PARTE DEL CONI

Bacci ha affermato: “L’Unione Italiana sta cercando anche di intraprendere un cammino di riconoscimento da parte del CONI prima e da parte del CIO dopo, chiaramente questo è un processo molto lungo e molto tortuoso. La UIJJ ha interesse al riconoscimento del CONI per il BJJ. Ma prima si costruisce una struttura forte e ben organizzata e dopo puoi ambire ad un riconoscimento del CONI che peraltro da numeri descritti dal CONI deve essere di almeno 4-5mila tesserati ufficiali. Non puoi pretendere di voler ambire ad un riconoscimento del CONI se non hai prima una struttura ben organizzata. Poi laddove la politica interviene nello sport, a gestire lo sport, è molto pericoloso, va saputo gestire, va saputo in qualche modo contenere perché a volte, e non faccio alcun riferimento a niente e a nessuno semplicemente una constatazione di carattere generale, la politica tende a burocratizzare un fenomeno e tende ad alimentare la corruzione, quindi bisogna fare attenzione, cioè per me prima si costruisce una struttura forte e ben organizzata e dopo puoi ambire ad un riconoscimento del CONI”.

Al riguardo osservo che:

  • La UIJJ e la FIGMMA non possono ambire ad essere riconosciute dal CONI come Federazioni autonome. Il destino del Grappling, del Brazilian jiu-jitsu e delle MMA è di confluire in una Federazione del CONI già esistente. Questo perché l’orientamento del CONI è ormai da tempo quello di inserire i nuovi sport nelle Federazioni già esistenti, senza riconoscere nuove Federazioni, e di diminuire il numero delle Federazioni sportive accorpandole tra loro.
  • Anche se il Brazilian jiu-jitsu non è ancora riconosciuto dal CONI, la FIJLKAM, la Federazione del CONI che ha la gestione esclusiva del Grappling, del Ju Jitsu e della maggior parte delle altre arti marziali, ha dichiarato che il Brazilian jiu-jitsu è una disciplina di sua competenza e ne ha delegato la gestione alla FIGMMA: https://www.fijlkam.it/arti-marziali/grappling-bjj-e-mma/le-discipline.html .
  • E’ falso che la UIJJ possa ottenere il riconoscimento da parte del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) perché il CIO riconosce solo le Federazioni Internazionali e la UIJJ non è una Federazione Internazionale.
  • E’ falso che per far riconoscere uno sport dal CONI serva una struttura forte e ben organizzata con almeno 4-5 mila tesserati, come affermato da Bacci. Il requisito di una struttura forte e ben organizzata con un numero minimo di tesserati è richiesto infatti solo alle Federazioni che chiedono di essere riconosciute come nuove Federazioni dal CONI (e comunque per avere un primo riconoscimento il CONI chiede alle nuove Federazioni almeno mille tesserati e non 4-5 mila come falsamente affermato da Bacci). Se invece un nuovo sport non riconosciuto dal CONI, come il Brazilian jiu-jitsu, viene inserito in una Federazione già esistente, come la FIJLKAM, il processo di riconoscimento non è affatto lungo e tortuoso come affermato da Bacci e non c’è bisogno di avere un numero minimo di tesserati (ad esempio lo sport del Sambo qualche anno fa è entrato nella FIKBMS - la Federazione Italiana Kickboxing Muaythai Savate Shootboxe Sambo - ed è stato quindi riconosciuto dal CONI anche non avendo una struttura con i 4-5 mila tesserati di cui parla Bacci).
  • Bacci ha dichiarato: “Dove la politica interviene a gestire lo sport è molto pericoloso perché a volte la politica tende ad alimentare la corruzione, quindi bisogna fare attenzione”. Con questa assurda dichiarazione, con la quale tra l’altro Bacci lancia un’accusa molto grave contro tutte le istituzioni sportive, Bacci vorrebbe far credere che lo sport del Brazilian jiu-jitsu è meno a rischio di corruzione ora che lo amministra lui “privatamente” gestendo gli enormi guadagni delle sue attività come gli pare e senza rendere conto a nessuno rispetto a quando sarà gestito da una Federazione riconosciuta dal CONI, i cui bilanci sono esaminati dal Collegio dei Revisori dei Conti, approvati prima dal Consiglio Federale e poi dalla Giunta Nazionale del CONI e infine pubblicati sul sito internet della Federazione. E allora mi chiedo: ma Bacci non si vergogna a fare queste dichiarazioni? Ma pensa che chi lo ascolta è così ingenuo da credere a queste parole senza senso?
  • Sono rimasto sbalordito vedendo la campagna contro il riconoscimento del CONI per lo sport del Brazilian jiu-jitsu portata avanti da persone vicine a Bacci con lo slogan “il Brazilian jiu-jitsu è già grande e non ha bisogno del riconoscimento del CONI”. Ora quindi mi fa piacere vedere Bacci che ammette, probabilmente a malincuore perché costretto dalle mie iniziative e dalle mie dichiarazioni, che la UIJJ ha interesse al riconoscimento del CONI per lo sport del Brazilian jiu-jitsu. RICONOSCIMENTO DEL CONI CHE PERÒ BACCI SEMBRA VOLER ALLONTANARE IL PIÙ POSSIBILE NEL TEMPO FORSE PER PAURA DI PERDERE IL POTERE DI GESTIRE COME GLI PARE, SENZA TRASPARENZA E SENZA CONTROLLI, GLI ENORMI GUADAGNI DELLA UIJJ. BACCI INFATTI SA BENE CHE NON È POSSIBILE ARRICCHIRSI GESTENDO UNO SPORT ALL’INTERNO DI UNA FEDERAZIONE RICONOSCIUTA DAL CONI. Perché gestire uno sport riconosciuto dal CONI all’interno di una Federazione significa rispettare le direttive del CONI e della stessa Federazione ed essere soggetti a rigidi controlli, a garanzia che la gestione sia trasparente ed imparziale e che tutti gli introiti delle varie attività vengano reinvestiti nello sport. Ma sarebbe molto grave se il percorso di riconoscimento del Brazilian jiu-jitsu da parte del CONI fosse rallentato per colpa di persone che difendono soltanto loro interessi personali. D’altronde, il riconoscimento del CONI e della FIJLKAM può far paura solo a quelle pochissime persone che traggono benefici dallo stato attuale in cui si trova il Brazilian jiu-jitsu (gestito senza controlli da una organizzazione privata come la UIJJ). Oggi infatti, nel mondo del BJJ la maggioranza dei praticanti non guadagna nulla e deve sostenere costi molto alti ma è manipolata con propaganda e disinformazione dai pochi che guadagnano (e molto!!) ed hanno quindi interesse a mantenere lo status quo.
  • Invece di fare dichiarazioni vaghe e generiche sul cammino intrapreso dalla UIJJ per ottenere il riconoscimento del CONI, il Presidente della UIJJ Dario Bacci dovrebbe spiegare dettagliatamente alla comunità dei praticanti di BJJ che cosa realmente intende fare per ottenere il riconoscimento del BJJ da parte del CONI. Purtroppo, invece, pare che di certi argomenti “sensibili” che riguardano le modalità di gestione dello sport da parte della UIJJ e lo sviluppo del BJJ italiano all’interno degli organismi sportivi istituzionali (CONI e FIJLKAM) i vertici della UIJJ non vogliono che si discuta pubblicamente e, tra gli stessi praticanti, sembra ci sia timore a parlarne apertamente probabilmente per non disturbare gli stessi vertici della UIJJ. Prova ne è l’atteggiamento intimidatorio assunto da Bacci, durante la sua video intervista, nei confronti di Manuel Sances solo perché quest’ultimo aveva osato parlare pubblicamente con me di alcune questioni riguardanti il BJJ italiano che, a quanto pare, Bacci non vuole che vengano discusse pubblicamente (BACCI, DOPO L’INTERVISTA NON GRADITA, HA ESPULSO MANUEL SANCES DAL SUO TEAM). Lo stesso timore l’ho riscontrato, tra chi pratica il Brazilian jiu-jitsu con la UIJJ, nel criticare e denunciare pubblicamente le cose che non vanno all’interno della UIJJ, come se i vertici della UIJJ fossero riusciti a instaurare un clima di soggezione e di timore reverenziale tra i praticanti.
  • La FIGMMA si sta adoperando per far riconoscere il Brazilian jiu-jitsu dal CONI e per mantenerlo unito al Grappling e alle MMA perché questi tre sport sono complementari tra loro e vengono praticati dalle stesse società sportive. Tenendo uniti questi tre sport, le società sportive hanno un notevole risparmio di costi in quanto possono praticarli pagando una sola affiliazione federale e un solo tesseramento per ogni atleta.
  • Oggi, un primo passo verso il riconoscimento del Brazilian jiu-jitsu da parte del CONI è stato fatto grazie alla FIJLKAM che ha dichiarato la sua competenza su questo sport e ne ha delegato la gestione alla FIGMMA. La FIGMMA quindi, grazie anche al riconoscimento internazionale della SJJIF, ha creato al suo interno il Settore Brazilian jiu-jitsu con Presidente Alessandro Federico e Consiglieri Bernardo Serrini e Rita Tana. Il Settore Brazilian jiu-jitsu della FIGMMA: riconosce le Cinture Nere di BJJ e le inserisce nell’Albo ufficiale pubblicato sul sito federale, rilascia i tesserini da Insegnante Tecnico di BJJ della FIJLKAM del CONI e organizzerà le gare che permetteranno l’accesso alla Nazionale Italiana di Brazilian jiu-jitsu che parteciperà, completamente spesata dalla FIGMMA, alle gare internazionali di Brazilian jiu-jitsu.

 

RAPPORTI TRA LA UIJJ E LA IBJJF

Mentre in passato la UIJJ rappresentava in Italia la IBJJF, la Federazione Internazionale di BJJ che ha più seguito nel mondo, ed era il tramite per avere rapporti di affiliazione, tesseramento e riconoscimento da parte della IBJJF, oggi, invece, sul sito internet della IBJJF è scomparso qualsiasi riferimento alla UIJJ e LA IBJJF ATTUALMENTE GESTISCE DIRETTAMENTE I RAPPORTI CON I PRATICANTI DI BJJ IN ITALIA E NON PIÙ TRAMITE LA UIJJ (infatti, se ci si tessera alla UIJJ non si viene più tesserati automaticamente alla IBJJF).

Oggi chi vuole partecipare ad una gara IBJJF, chi vuole avere il riconoscimento della Cintura Nera IBJJF, chi vuole diventare arbitro IBJJF, chi vuole affiliare la sua Società sportiva o tesserarsi alla IBJJF, deve farlo rapportandosi direttamente con la IBJJF senza “passare” per la UIJJ e senza avere l’obbligo di essere affiliato e tesserato con la UIJJ.

In sintesi, È POSSIBILE FARE ATTIVITÀ (GARE, CORSI, ECC…) SOLO CON LA IBJJF SENZA FARE ATTIVITÀ ED AVERE RAPPORTI DI AFFILIAZIONE E TESSERAMENTO CON LA UIJJ DI BACCI.

Quindi, la UIJJ oggi è rimasta un semplice “Circuito” di gare locali di BJJ (come loro stessi ormai si definiscono: sul sito UIJJ si legge infatti che “il Circuito Unione Italiana Jiu Jitsu è l'insieme delle competizioni di Jiu Jitsu Brasiliano organizzate dal Settore Brazilian Jiu Jitsu dell'ACSI”) e le attività della UIJJ non sono più riconosciute dalla IBJJF. Ad esempio, non hanno alcun valore per la IBJJF: il riconoscimento della Cintura Nera da parte della UIJJ, l’Albo Cinture Nere pubblicato sul sito della UIJJ e i corsi di formazione per Arbitri della UIJJ (per diventare arbitri IBJJF basta frequentare un Corso Arbitri IBJJF e non è necessario essere arbitri UIJJ).

 

NAZIONALE ITALIANA DI BRAZILIAN JIU-JITSU

Bacci ha affermato: “Lo strumento che divulga in maniera più efficace a oggi il jiu-jitsu è il team e non è certo la Nazionale”.

Al riguardo, osservo che:

  • Per una efficace divulgazione e promozione di qualsiasi sport sono necessari sia i Team/Società sportive sia la squadra Nazionale. Una cosa non esclude l’altra. Prova ne è che tutte le Federazioni sportive riconosciute dal CONI spesano gli atleti delle squadre Nazionali per partecipare alle più importanti gare internazionali.
  • In ogni sport, essere convocato nella Nazionale Italiana è il sogno di qualsiasi atleta.
  • Trovo veramente indelicato e poco rispettoso sminuire l’importanza della Nazionale che è composta dai migliori atleti italiani che con grande orgoglio e partecipazione emotiva rappresentano la nostra Nazione alle gare internazionali.
  • Bacci evidentemente ha interesse a sminuire e svalutare l’importanza della Nazionale Italiana per lo sport del Brazilian jiu-jitsu perché la UIJJ, anche potendolo fare visti i suoi notevoli incassi, non ha mai spesato una squadra Nazionale che ha partecipato alle gare internazionali.
  • Una Federazione che gestisce in maniera seria e responsabile uno sport, spesa la squadra Nazionale che partecipa alle gare internazionali anche perché lo sport deve essere un diritto di tutti e va garantita agli atleti l’uguaglianza nelle opportunità. Deve quindi essere data la possibilità di partecipare alle gare internazionali agli atleti più meritevoli, anche se poveri, e non solo agli atleti che hanno le possibilità economiche di pagarsi la trasferta.
  • La squadra Nazionale unisce i Team di tutto il paese perché rompe le barriere e le divisioni tra i Team. Questa forte spinta all’unione, alla condivisione e alla collaborazione, è molto utile nel mondo del Brazilian jiu-jitsu dove, purtroppo, ci sono alcuni Team che si pongono in maniera “chiusa” verso gli altri Team rischiando di diventare simili a delle “sette” in cui dietro discorsi su ideali e valori si celano i veri interessi principali dei Capi che sono spesso di tipo economico. I leader di questi Team tendono a indurre nei loro allievi timore e rinuncia allo spirito critico attraverso il controllo e la manipolazione mentale. In questo modo, gli allievi diventano persone indottrinate che hanno timore ad andare contro la “linea” del gruppo che è stata dettata dal Capo. In questi Team, ad esempio, gli Insegnanti proibiscono ai loro allievi di allenarsi con atleti di altri Team. In questo modo li danneggiano perché il confronto e gli allenamenti con atleti di altri Team sono una grande opportunità di crescita a livello sportivo. Per crescere come atleta è infatti necessario lottare con il maggior numero di avversari possibile. Ogni lottatore ha un modo di lottare unico e irripetibile che ci costringe a pensare e a trovare soluzioni nuove. Solo con il confronto con tanti atleti si acquisisce quella esperienza e quella sicurezza che fa diventare dei campioni.
  • La FIGMMA, dalla sua nascita nel 2009, ha sempre spesato i migliori atleti italiani che con la squadra Nazionale hanno partecipato ai Campionati Europei e Mondiali di Grappling e di MMA e da ora in poi lo farà anche per il Brazilian jiu-jitsu spesando la Nazionale Italiana di Brazilian jiu-jitsu, composta dai migliori 10 atleti di tutte le cinture, che parteciperà ai Campionati Mondiali della SJJIF in California.

 

RAPPORTI CON BACCI

Bacci nei confronti della FIGMMA ha sempre avuto un atteggiamento ostile e mi ha sempre sorriso davanti e poi parlato male alle spalle. E chi mi conosce bene sa quanto sono leale e sincero e quanto non sopporto le persone false e subdole. BACCI DOVREBBE AMMETTERE QUELLO CHE È NOTO NELLA COMUNITÀ DEL BRAZILIAN JIU-JITSU ITALIANO, OSSIA CHE LUI E IL SUO SOCIO TISI HANNO SEMPRE DENIGRATO, OSTACOLATO, BOICOTTATO E DILEGGIATO LA FIGMMA E LE SUE ATTIVITÀ. Nella vita bisognerebbe avere il coraggio delle proprie azioni e non vigliaccamente lanciare il sasso e poi nascondere la mano.

Faccio alcuni esempi:

  • Bacci mi ha sempre preso in giro mostrandosi falsamente amichevole con me mentre da più fonti mi arrivavano informazioni su molte persone a lui vicine che denigravano le attività della FIGMMA e il Grappling della UWW.
  • Da quando è nata la UIJJ, Bacci diverse volte mi ha promesso di affiliare alla FIGMMA la sua società sportiva Budo Clan per far partecipare i suoi atleti alle gare della FIGMMA e addirittura mi ha detto che lui stesso voleva partecipare alle gare della FIGMMA. Ovviamente poi non ha mai fatto nulla di tutto questo. Inoltre, non ha mai portato i suoi atleti neanche alle competizioni della FIGMMA che erano aperte agli atleti non tesserati alla FIGMMA.
  • Gli arbitri della FIGMMA che iniziano a collaborare con Bacci improvvisamente cessano di avere ogni tipo di rapporto con la FIGMMA (ad esempio Andrea Carotti, che per anni è stato arbitro della FIGMMA, da quando ha iniziato a collaborare con la UIJJ, in maniera poco corretta è sparito senza mai darmi spiegazioni al riguardo).
  • Bacci più volte ha fissato la data delle sue gare in giorni in cui erano già programmate gare della FIGMMA anche se mi aveva promesso che lo avrebbe evitato per permettere agli atleti di partecipare alle gare di entrambe le nostre Federazioni.
  • Nella vicenda che lo ha interessato davanti alle Autorità antidoping del CONI (che spiego dettagliatamente di seguito), Bacci si è preso gioco di me mentre io cercavo di aiutarlo.

In passato chiesi a Bacci se fosse interessato ad avere il controllo antidoping alle sue gare e Bacci mi rispose di sì, ma poi non mi risulta che li abbia mai chiesti. In futuro, quindi, per tutelare gli atleti, che spesso sono anche tesserati alla FIGMMA, che hanno diritto a competere contro avversari non dopati, e per salvaguardare il meraviglioso sport del Brazilian jiu-jitsu che non deve essere truccato e sporcato dal doping, chiederò io stesso alle Autorità competenti di eseguire i controlli antidoping alle gare della UIJJ.

 

PROCESSO A BACCI INNANZI AL TRIBUNALE NAZIONALE ANTIDOPING

Bacci ha affermato: “Ho dovuto subire un processo che si è tutto fondato e basato su una segnalazione fatta da Longo contro di me, una segnalazione artefatta, inventata e costruita, dove presumibilmente io stavo favorendo la copertura di un atleta che era stato squalificato per doping. Ho fatto 8 mesi di processo, ho speso 6200 euro di avvocato e sono stato completamente assolto con la forma di assoluzione più completa che esiste che è l’esclusione di responsabilità”.

Non avrei voluto approfondire pubblicamente questo vicenda ma, davanti alle accuse che Bacci mi ha rivolto, per tutelare la mia immagine ed al fine di mettere in evidenza la correttezza, lealtà e buona fede del mio comportamento, sono costretto a raccontare come si sono realmente svolti i fatti per dare la possibilità a chiunque di valutarli.

Il 5 ottobre 2018 sono stato informato che Raffaele D’Eligio, atleta di MMA tesserato alla FIGMMA nonché praticante di Brazilian jiu-jitsu nel Team “Tribe Jiu Jitsu”, mentre stava scontando la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 12 marzo 2018, comminata dal Tribunale Nazionale Antidoping, aveva partecipato ad una gara della UIJJ a Napoli. 

In questi casi, ai sensi delle Norme Sportive Antidoping, come Presidente della FIGMMA ho il dovere di “dare IMMEDIATA comunicazione alla Procura Nazionale Antidoping” del CONI.

Tuttavia, prima di segnalare il fatto alla Procura Nazionale Antidoping del CONI, per correttezza telefonai subito al Presidente della UIJJ Dario Bacci, per avvertirlo che, al fine di informare del caso la Procura, gli avrei mandato per e-mail la richiesta di comunicarmi a quali gare della UIJJ aveva partecipato Raffaele D’Eligio dal 12 marzo 2018 (data di inizio della sua squalifica) al 5 ottobre 2018, compresa quindi la gara di Napoli. Spiegai a Bacci che in questo modo avrei potuto specificare alla Procura che lui, come organizzatore della gara, non aveva colpe ed era stato collaborativo con me che cercavo informazioni da trasmettere alla Procura, tenendolo quindi fuori da qualsivoglia responsabilità sull’accaduto. Nella telefonata sottolineai a Bacci che era una questione molto seria e lo pregai di rispondermi subito. Bacci mi disse che mi avrebbe risposto immediatamente.

Dopo la telefonata gli inviai quindi per e-mail la richiesta di fornirmi le suddette informazioni.

Dopo 4 giorni dall’invio della mia e-mail di richiesta, non avendo ancora ricevuto nessuna risposta da Bacci, gli telefonai nuovamente per chiedergli il motivo per il quale non mi aveva ancora risposto alla e-mail. Bacci mi rispose prendendomi in giro. Mi disse testualmente: “Ma perché non ti ho ancora risposto alla e-mail? Pensavo di averti già risposto. Non ti preoccupare, ti rispondo immediatamente”. Capii quindi che Bacci non aveva nessuna intenzione di fornirmi le informazioni che gli avevo chiesto e allora gli dissi di non sottovalutare la questione e che era nostro dovere collaborare al fine di informare correttamente sulla vicenda la Procura Antidoping del CONI. Inoltre, LO AVVERTII CHE SE NON MI AVESSE RISPOSTO SUBITO ALLA E-MAIL SAREI STATO COSTRETTO AD INVIARE LA SEGNALAZIONE ALLA PROCURA specificando che lui non mi aveva fornito le informazioni richieste presumibilmente al fine di coprire l’illecito commesso dall’atleta che era membro del Team del suo socio Federico Tisi.

Dopo questa mia ulteriore telefonata, Bacci continuò a non rispondere alla mia e-mail e così decisi di inviare la segnalazione alla Procura Antidoping del CONI.

Sulla vicenda osservo che:

  • Mi sono sentito preso in giro da Bacci mentre doverosamente stavo cercando le informazioni da fornire alla Procura Antidoping.
  • Da Bacci, considerato il suo ruolo e l’importanza e la delicatezza della questione, mi sarei aspettato un atteggiamento ed un comportamento più responsabile ed istituzionale.
  • Se Bacci mi avesse risposto per e-mail che confermava la partecipazione dell’atleta D’Eligio alla gara di Napoli e che non era a conoscenza della squalifica, io lo avrei comunicato alla Procura e Bacci non avrebbe subito alcun processo davanti al Tribunale Nazionale Antidoping.
  • Se Bacci quando l’ho contattato telefonicamente mi avesse detto che mi avrebbe risposto dopo qualche giorno perché per motivi personali non poteva rispondermi subito, io avrei valutato con lui il da farsi. Invece, ogni volta mi diceva al telefono che mi avrebbe risposto “immediatamente” e poi non lo faceva. Mentre io cercavo collaborazione, lui continuava a prendersi gioco di me.
  • Se avessi voluto segnalare Bacci alla Procura Antidoping per danneggiarlo, lo avrei fatto subito, appena informato della vicenda. Invece l’ho contattato più volte telefonicamente ed ho aspettato invano vari giorni una sua risposta perché ero in totale buona fede ed avevo intenzione di tutelarlo e tenerlo fuori dagli sviluppi processuali della vicenda.
  • I 6200 euro, che Bacci afferma di aver speso per l’Avvocato che lo ha difeso, poteva tranquillamente risparmiarli in quanto, nel procedimento che lo ha interessato, non aveva l’obbligo di farsi assistere da un Avvocato e quindi poteva benissimo difendersi da solo come stabilito dalle norme del Codice Sportivo Antidoping.

 

PROPOSTA DI UN CONFRONTO PUBBLICO CON BACCI

Manuel Sances, mentre intervistava Bacci, ha letto un mio messaggio pubblico su Instagram con il quale chiedevo a Bacci se fosse disponibile ad un confronto pubblico online con me. Bacci è rimasto impietrito ed in silenzio senza fornire nessuna risposta.

Ma Bacci, invece di scappare da un confronto pubblico con me, dovrebbe accettarlo così avrà la possibilità di chiarire tutte le questioni che interessano alla comunità italiana del Brazilian jiu-jitsu tra le quali le modalità con cui vengono reinvestiti gli enormi introiti della UIJJ.

 

CONCLUSIONE

Anche se viviamo in un mondo in cui spesso chi dice bugie e attacca con accuse false gli avversari riesce ad ottenere più consensi, noi della FIGMMA non ci comporteremo mai così perché siamo persone leali e corrette e non ci piace prendere in giro i praticanti che credono in noi e nel nostro progetto.

Ed alla fine dei conti, quello che interessa al sottoscritto e alla FIGMMA e dovrebbe interessare a tutti quelli che dicono di amare il Brazilian jiu-jitsu, è di riuscire ad ottenere il riconoscimento del CONI per questo sport meraviglioso e di svilupparlo il più possibile in Italia gestendolo sempre in maniera trasparente, imparziale, meritocratica e con costi contenuti per chi lo pratica, per renderlo alla portata di tutti, perché:

LO SPORT NON DEVE ESSERE DI PROPRIETÀ DI QUALCUNO MA DI TUTTI E PER TUTTI.

 

Saverio Longo

P.S. Chiunque volesse maggiori chiarimenti sulle tematiche affrontate in questo articolo può contattarmi alla e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o al numero 333-3323289.

 

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