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GRAPPLING, BRAZILIAN JIU JITSU e MMA

IL NOSTRO MONDO E’ MIGLIORE DEL RESTO DELLA SOCIETA’

 

IL NOSTRO MONDO E’ MIGLIORE DEL RESTO DELLA SOCIETA’

28 settembre 2020 – Da Presidente della Federazione che gestisce in Italia gli sport delle MMA, del Grappling e del Brazilian jiu-jitsu, sono rimasto sbigottito ma anche molto amareggiato per la campagna mediatica che si è scatenata contro gli sport di combattimento/arti marziali e, in particolare, contro le MMA, a seguito dell’omicidio del povero Willy.

I giornali hanno scritto che i ragazzi incolpati dell’omicidio spacciavano e recuperavano i crediti di droga, erano simpatizzanti dell’estrema destra e praticavano MMA, karate e pugilato, probabilmente l’unica attività sana e positiva che svolgevano nella loro vita. Però i media hanno evidenziato solo il fatto che praticavano sport di combattimento/arti marziali quando invece sarebbero ben altre le riflessioni da fare e le domande da porsi (sulle quali, ora che l’onda mediatica contro le MMA si è placata, è possibile ragionare meglio).

Questi quattro ragazzi incolpati dell’omicidio sono il frutto di una certa cultura che oggi purtroppo predomina nella nostra società e i cui responsabili principali sono gli adulti, “cattivi maestri” dei nostri giovani.

Oggi, in Italia, da tanti adulti, i bulli e i prepotenti che abusano del loro potere con i più deboli vengono considerati dei duri, delle persone con un carattere forte.

Oggi, in Italia, da tanti adulti, vengono ammirati personaggi come Sgarbi, un prepotente che insulta impunemente il prossimo utilizzando una violenza verbale inaudita, come Feltri, un giornalista che istiga al classismo e al razzismo contro neri e meridionali, come Fabrizio Corona, un pregiudicato che, come affermato da un giudice, ha una inusuale inclinazione a delinquere.

Oggi, in Italia, tanti politici e influencer, in modo disumano istigano all’intolleranza verso gli stranieri e le persone di altre etnie e incitano all’odio contro i più deboli.

Oggi, in Italia, un senatore come Calderoli, dopo aver affermato che una sua collega di colore sembra un orango, è stato difeso al Senato da quasi tutti i partiti politici di destra e di sinistra.

Oggi in Italia un imprenditore spregiudicato che diventa ricco grazie a corruzione, truffe, bancarotte, riciclaggio e ruberie varie, da tanti viene ammirato e considerato “uno che ce l’ha fatta”, a prescindere da come ha conseguito la ricchezza.

Oggi, in Italia, lo Stato in maniera ipocrita afferma di voler combattere il narcotraffico, la principale fonte di entrate delle organizzazioni criminali, ma poi non lo combatte veramente (basterebbe una legge che permettesse in ogni caso alle forze di polizia di utilizzare gli agenti provocatori contro gli spacciatori per debellare rapidamente il mercato illegale della droga).

Oggi, in Italia, esistono partiti e movimenti che si rifanno esplicitamente al fascismo e che istigano ed educano i nostri giovani alla violenza, al razzismo, all’omofobia e all’intolleranza, ai quali lo Stato permette di presentarsi alle elezioni invece di chiuderli come sarebbe doveroso in base alla Costituzione (la frase che avrebbe pronunciato un parente degli assassini di Willy: “In fin dei conti che hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario”, da quale cultura deriva?).

Oggi, in Italia, uno Stato debole permette agli ultrà del calcio di spadroneggiare nelle curve degli stadi e, conseguentemente, tanti giovani subiscono il fascino e vengono influenzati dai capetti di questi gruppi che spesso sono dei criminali.

Oggi, in Italia, con la crisi delle istituzioni educative (famiglia, scuola, chiesa) e in mancanza di valide alternative offerte dallo Stato, tanti giovani abbandonati a se stessi si avvicinano ai movimenti politici estremisti ed ai gruppi ultrà del calcio che cercano di convogliare in modo opportunistico l'esuberanza giovanile e offrono un pericoloso recinto identitario in cui riconoscersi ed esaltarsi.

Oggi, in Italia, per colpa sia dei partiti di sinistra che di quelli di destra, lo Stato non garantisce la giustizia. La condanna penale ha perso molta della sua forza deterrente perché chi commette reati, anche se condannato spesso non va in carcere e, anche se ci va, dopo poco tempo viene scarcerato (sono certo che i colpevoli dell’omicidio di Willy in caso di condanna dopo tre-quattro anni al massimo verranno scarcerati).

Se questi sono i modelli di riferimento, gli esempi, che noi adulti proponiamo ai nostri giovani (ed i media spesso sono complici perché, invece di prendere una posizione forte contro questi fenomeni, li promuovono dandogli risalto), se noi adulti abbiamo costruito uno Stato così debole e lassista, se noi adulti abbiamo sdoganato e legittimiamo i suddetti comportamenti, se noi adulti giustifichiamo sempre ed a prescindere chi ha potere, successo e denaro, che educazione e che esempio diamo ai nostri giovani? Di chi è la colpa del grave degrado morale del paese? Di chi è la colpa se i nostri giovani sono imbevuti di questa cultura e di questa morale?

E allora mi chiedo: gli artefici di questa deriva morale del paese come si permettono di condannare e incolpare gli sport di combattimento/arti marziali?

In questo degradato contesto sociale andrebbe invece valorizzata la funzione educativa dello sport e, in particolare, degli sport di combattimento/arti marziali in cui si combatte.

Perché combattere rafforza la volontà e il carattere, insegna ad accettare e ad imparare da ogni sconfitta ed a cercare sempre con tenacia la rivincita, insegna a trovare la forza di rialzarsi dopo ogni caduta, insegna ad essere più umili, insegna ad essere leali e disciplinati, aiuta a scaricare le pulsioni negative migliorando l’equilibrio psichico e aiutando a vivere in armonia con se stessi e con gli altri.
Perché gli sport di combattimento salvano la vita a molti giovani allontanandoli dalla strada, dalla droga, dalla criminalità e da una vita indolente e dissoluta.
Perché il nostro mondo, quello degli sport di combattimento, educa meglio i giovani rispetto al resto della società (li educa ad uno stile di vita sano e regolato e gli trasmette un'etica e dei valori sani).
Nel nostro mondo, infatti, i bulli e i prepotenti, quelli che abusano del loro potere con le persone più deboli, o vengono rieducati o vengono ridicolizzati (combattendo, il bullo diventa umile, il debole diventa forte).
Nel nostro mondo ci sono meno abusi di potere che nel resto della società, c’è molta più meritocrazia che nel resto della società, c’è molta più uguaglianza nelle opportunità che nel resto della società, c’è molta più solidarietà che nel resto della società, c’è molta più giustizia che nel resto della società, c’è molto più rispetto ed educazione che nel resto della società, ci sono meno discriminazioni che nel resto della società, c’è meno razzismo che nel resto della società, i più deboli vengono aiutati, difesi  e protetti (un vero combattente sempre aiuta, difende e protegge i più deboli), ci sono meno privilegi o raccomandati che nel resto della società perché i risultati si ottengono solo con il sacrificio e con il sudore.

In definitiva, il nostro mondo è migliore del resto della società.

Saverio Longo

 

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